14 gennaio 2006

Dio nessuno l'ha mai visto

"Dio nessuno l'ha mai visto"

E' la verità, Signore. Nessuno ti ha mai visto.
Nemmeno Mosè, che hai chiamato l'amico tuo, lui che parlava con te faccia a faccia, nemmeno lui ti ha potuto vedere.
Poche parole, come pietre messe sopra tutte le aspirazioni, sopra tutto il desiderio di Dio seminato nella storia. Siamo cercatori di Dio, ci affatichiamo invano... La vocazione più profonda dell'uomo, vedere Dio ed entrare in comunione con lui, sembra destinata al fallimento. E la creazione, lei stessa che "attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio", aspettando quindi proprio il compimento della nostra vocazione, la creazione stessa sembra condannata a restare nelle doglie di un parto sterile...

"Come una donna incinta che sta per partorire
si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori
quasi dovessimo partorire: era solo vento"
(Isaia 26,17-18).


Eppure il desiderio non si spegne, la tenacia di chi ti cerca sembra non demordere e non viene meno il senso ultimo della fatica.
Eppure continuo a sperare, con quella stessa caparbietà di Abramo, che non ha mai ritenuto una menzogna la tua promessa di una discendenza numerosa, nemmeno quando tu stesso gli hai chiesto di sacrificare l'unico suo figlio.

Confidare fino in fondo nella tua fedeltà.
Perché tu sei fedele non tanto a me, ma a te stesso, alla tua parola data, alla tua promessa. Una fede granitica, che rende capaci di sperare contro ogni speranza.

La tua promessa.
E' all'origine.

"Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò"
(Genesi 1,27).


L'immagine, lo specchio, il riflesso, l'icona.
Qui è la promessa. Che l'immagine veda l'origine per esserle sempre più fedele. E diventare ciò che è.

Anche quando questa promessa sembra venire meno, per i lunghi anni di attesa, per il vuoto tormento dell'angoscia di un'illusione, anche quando tu stesso sembri tirarti indietro, ancora la tua fedeltà parla di se stessa e rafforza la certezza:

"Io lo so che il mio Vendicatore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà distrutta,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
e i miei occhi lo contempleranno non da straniero"
(Giobbe 19,25-27).


Non da straniero, da amico.
Tu stesso l'hai voluto, Signore.

"Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi" (Giovanni 15,15).

Gesù Cristo, l'immagine, l'icona del Padre. Tutto ciò che contempli del Padre, tu che solo l'hai visto, perché tu solo vieni da lui, tu l'hai fatto conoscere a noi. Amico nostro.

"Dio nessuno l'ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato."


Tu Signore sei la ragione della mia speranza. In te e per te sono stata creata, in te vedrò il Padre.
Continuo a gridarti più forte, come il cieco Bartimeo ai lati della strada di Gerico:
Mostrami il Padre, Signore, e mi basta! Mostrami il Padre!

"Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto?
Chi ha visto me ha visto il Padre.
Come puoi dire: Mostraci il Padre?
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?
Le parole che io vi dico, non le dico da me;
ma il Padre che è con me compie le sue opere.
Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me"
(cfr. Giovanni 14,9-11)



photo StarMama, Creative Commons Public Licenses (CCPL) 2.0

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Le tue riflessioni sono infinite, belle e cariche di fede. Come si fa a non soffermarsi per leggerle?

Nicodemo ha detto...

Caro Michelangelo,
ti ringrazio.
Se vuoi, annota pure qualche tua riflessione, suggerita da questa stessa parola.
Il confronto sulla parola di Dio mi piace, perché mi porta sempre novità impensate!

Buon pomeriggio
Elisa

Anonimo ha detto...

Quando preghi dicendo "Signore voglio vedere il tuo volto" sta attenta perchè, sia pur con gradualità, vieni esaudita.
Io ho provato a farlo e non riesco ancora a raccogliere in un'unica sintesi tutto ciò che si è svelato ai miei occhi. Ed ho provato sensazioni che non credevo neanche fosse possibile, per il mio microscopico cuore riuscire a provare, ma soprattutto l'ho visto.
Ora non voglio più gridare come il cieco alla fontana di Gerico, ma come un'atleta chiedo solo il coraggio e la perseveranza per sostenere questo "ritmo di apprendimento"

Anonimo ha detto...

Errata corrige: il cieco di cui sopra effettivamente mendicava sulla strada per Gerico e non vicino alla fontana.
Oggi anche io sono come lui "sulla strada" e dopo il suo stesso incontro, ho riottenuto la vista, e forte della mia debolezza non mi resta che gridare ancora "Abbi pietà di me" per le tante volte che pur potendo vedere, non faccio altro che abbassare lo sguardo e cedere alle momentanee difficoltà che è inevitabile incrociare quando non hai ancora imparato a guardare nella luce.

Nicodemo ha detto...

Ciao Martayensid!
Grazie della tua visita, una bellissima sorpresa!
Ti ringrazio per le cose che mi hai scritto: mi incoraggiano davvero a continuare a seguire il Signore (come fa il cieco di Gerico dopo la guarigione!).
In particolare quando dici: "Quando preghi dicendo "Signore voglio vedere il tuo volto" sta attenta perchè, sia pur con gradualità, vieni esaudita".
! :)
La tua esperienza, anche se ancora "in fase di loading", come dici nel tuo blog, è davvero un forte incoraggiamento.
Dici: "Io ho provato a farlo e non riesco ancora a raccogliere in un'unica sintesi tutto ciò che si è svelato ai miei occhi".
Mi piacerebbe davvero poterti ascoltare a lungo, anche quando tu non riuscissi a trovare parole di sintesi...
Buon pomeriggio!
Elisa

Nicodemo ha detto...

Per Alberico.
Sono andata ieri sera a vedere il vostro progetto. Mi ha colpito positivamente. Mi sono riproposta di rileggere tutto un po' più attentamente (ieri sera era tardi e ero un po' stanca).
Intanto seguo dal tuo blog!
A presto
Elisa

Anonimo ha detto...

E tu dici di essere in fase di accensione?A giudicare dall'ottimo lavoro di rielaborazione delle sacre scritture di cui sei capace non direi! ;)

Forse ti manca solo un po di audacia per lasciarti andare completamente tra le mani di Dio e posso garantire che sarà un'esperienza superlativa anche per te.

Arriva un momento nella vita di tutti in cui si sente il bisogno di costruire la propria esistenza su pilastri di ghisa e non più su castelli di sabbia.
Per un credente quei pilastri si chiamano Ragione e Fede, e in te il desiderio di sperimentarli è fortissimo, ma forse manca ancora un piccolo ingrediente perchè anche la tua vita sia un capolavoro della genialità di Dio.

Lascio a te il compito di scoprire di cosa si tratta, ma mi piacerebbe passarti ugualmente un suggerimento. Il punto di partenza per te è capire: quanto spazio lasci alla Provvidenza nell'arco della tua giornata perchè sia libera di sconvolgerti l'esistenza?

Buon riposo!

Anonimo ha detto...

Salve, io sono Emiliana, e non ci crederai ma qualche giorno fa, mi sono svegliata con in mente questo nme: Nicodemo. Non sai quale stupore, in positivo, non appena cerco su internet questo nome ed apro il primo link.....qui si parla di Dio, del nostro Signore Gesu'. Ho iniziato da poco a leggere la Bibbia, forse dovrei conoscere questo nome ma...
Perdona l'ignoranza, ma chi sei? Quanti anni hai? Chi e' Nicodemo? Cosa significa questo nome? Dove vivi? E' un nome di fantasia? Sei reale? Perfavore posso avere una risposta anche sul mio indirizzo di posta emilyy@supereva.it